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Intervista agli ON-OFF per il sito TEMPI-DURI.it---
Questo degli On Off è uno dei migliori tributi agli AC/DC e la band milanese lo dimostra
con questo demo davvero ottimo, bene ragazzi... volete un po’ raccontarci di chi è stata
di mettere su questo tributo?
Diciamo che io e Fabio, rispettivamente chitarra solista e ritmica, avevamo il paraocchi
dei cavalli sulla musica degli AC/DC e sul blues, però la band in principio è nata come
cover band normale, con l’unica differenza che si andavano a pescare tutte quelle canzoni
grezze, immediate e soprattutto con il "tiro, saccheggiando dai repertori di gruppi come AC/DC,
Led Zeppelin, Beatles, Deep Purple, Queen e andando a rivisitare i brani rock’n’roll e blues
anni ’50 stile Chuck Berry o Joe Williams, cosa molto rara tra le altre band della zona. Ricordo,
per esempio, che suonavamo la classica “Jhonny B. Goode”, “Tie Your Mother Down” dei Queen,
“I’m Down” o “Day Tripper” (resa un po’ più cattiva) dei Beatles andando ad accentuare il gioco
dell’intreccio delle due chitarre; oppure a rivisitarle, diciamo così, “alla maniera AC/DC”; un
esempio era “Perfect Stranger” dei Deep Purple. A un certo punto però, visto che col tempo
buona parte del repertorio era affidato ai brani AC/DC, ci consigliarono di proseguire su questa
strada, primo per come realizzavamo in maniera fedele i brani e secondo perché sul palco la
chitarra solista già faceva il suo! Ora bastava solo procurarsi una divisa da scolaretto e il gioco
era fatto! Anche perché le due chitarre avevano ognuna la sua direzione definita, una
esclusivamente ritmica e l’altra solista; bisognava al massimo completare la scaletta con tutte
quelle canzoni che non si potevano assolutamente tralasciare, ovvero i brani live storici della
band che ancora non suonavamo. Va detto anche che una cosa mi ha molto aiutato: non sono
mai riuscito a stare fermo quando si suona questo tipo di musica, ancora prima di conoscere i
signori australiani!
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Purtroppo quello che spicca subito nel demo è la brevità della durata solo tre brani qual è stato
il motivo di tale scelta?
Principalmente tempo e soldi. La realizzazione di un demo fatto per bene, e con questo intendo
non registrato in fretta e furia in saletta, tipo quello vecchio, o alla buona in presa diretta, esige
una cura particolare, molto più tempo e una conseguente spesa maggiore per il lavoro in studio.
Ci sembrava chiaro, sin dall’inizio, di non spendere troppo; non per essere tirchi, ma solo perché
se c’è bisogno di spendere è meglio farlo un domani per qualcosa di nostro, ovvero nostre
canzoni;inoltre un demo, alla fine, serve come biglietto da visita per i locali, che la maggior parte
delle volte ascoltano solo a metà, in quanto preferiscono, di solito, un video o un buon curriculum,
inteso come esperienze dei vari musicisti. Tre brani mi sembrano sufficenti. Sostanzialmente si è
cercato di trovare un compromesso tra tempo e precisione, senza rinunciare al giusto sound, alla
ricerca di suoni veri e ad una esecuzione fedele. Tributo in fondo significa principalmente essere
fedeli nel proporre i brani, non solo vestirsi da Angus o fare il passo dell’oca sul palco.
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Quello che mi ha colpito davvero tanto è la fedeltà sonora con cui siete soliti riproporre i brani
di Angus e soci come siete riusciti ad ottenere questo risultato?
Innanzi tutto grazie ad un nostro caro amico appassionatissimo di AC/DC: il mitico Paolo Dal Broi,
nonché maestro di chitarra ed esperto fonico. Buona parte del lavoro, inoltre, l’hanno svolta
soprattutto i vari ampli Marshall ed Hiwatt, le chitarre Gibson e Gretsch e la voglia di suonare!!!
Nessun altro artificio! Praticamente quello che c’è sul demo è quello che veniva registrato
dai microfoni!
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Il vostro logo On OFF mi ricorda in particolare un brano “Flick of the switch” che parla proprio
di questo mi sembra avete usato anche voi questo brano come punto di riferimento oppure
il motivo è un altro?
Il motivo è un altro! Innanzi tutto avevamo quel nome molto prima di diventare band tributo
AC/DC, anche quando facenti parte del nostro repertorio c’erano solo una manciata di brani
firmati dalla coppia Young/Young. All’inizio, come detto nella prima domanda, andavamo a
scegliere quelle canzoni grezze e dirette, con un riff che balzava subito all’orecchio, un sound
bluesy e un forte impatto, inoltre la scelta di non usare, come ancora oggi, nessun effetto, ma
solo chitarra, ampli e cavetto, richiedeva un nome semplice e che facesse capire all’istante cosa
volevamo dire: nulla di più semplice di ON-OFF …acceso/spento, così come il nostro sound:
genuino e senza effetti. Caratteristica che vogliamo conservare anche per la nostra musica.
Il nome praticamente lo abbiamo dal 1997, cambi di formazione compresi.
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Nei concerti degli AC/DC il punto principale dei loro show è lo spogliarello di Angus che so che
anche Matteo è solito riproporre ti senti a disagio nell’imitare questo momento oppure riesci
a farlo tranquillamente?
Devo essere sincero… arrivo dopo le prime otto/nove canzoni, al momento dello spogliarello,
che è un piacere togliersi la divisa, non tanto per esibizionismo, ma perché grondo di sudore!!!
Inoltre si è più liberi nei movimenti e più leggeri in fondo anche la divisa è fedele, è di velluto!!!
Però devo ammettere che non sempre ci si trova a proprio agio, soprattutto quando il pubblico
non partecipa, penso valga anche per gli altri, cantante in primis; si cerca sempre di coinvolgere
il più possibile le persone che sono venute a vederci, cercando di divertirle così come ci
divertiamo noi in quelle due ore, però alle volte, vuoi per il tipo di gente che frequenta quel dato
posto o per la tipologia del locale, risulta difficile! Inoltre continuare a far leva sul pubblico
quando questo proprio non ne vuole sapere di rispondere, alle volte genera, a mio parere, un
senso di invadenza nei confronti della band, cioè sembra che la band diventi rompi-scatole.
A questo punto allora si pensa solo a dare il massimo e a divertirci suonando per noi e per chi
ascolta veramente. E capitato, viceversa, di trovare un pubblico talmente coinvolto da farti
letteralmenteuscire di testa, in questi casi si arrivano a fare cose incredibili!
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Un altro aspetto spettacolare dei canguri sono gli usi delle campane della palla e dei cannoni,
in che modo sopperite a questi aspetti?
Ovviamente non è che possiamo anche procurare tutti gli altri elementi caratteristici del loro
show-act, però su qualcosa ci stiamo pensando, sempre nei limiti però, penso sia difficile fare
certe cose dentro in alcuni locali, inoltre non vorrei che si cadesse troppo nel ridicolo…
i cannoni però mi piacerebbe averli!! Diciamo che di solito studiamo per bene la scaletta
basandoci su ciò che effettivamente facevano gli originali, andando a rispolverare tutti i periodi,
non solo uno in particolare, o andando a ripescare rarità o canzoni che raramente (o mai) sono
state eseguite live.
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Ci sarà la possibilità di avere altro materiale come questo presente in questo demo?
Può darsi che più avanti ci organizziamo per registrare per bene un live, cosa che ci interessa
molto!! Per ora abbiamo in giro qualche video!
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Avete dei Brani di vostra composizione e soprattutto quando e se verranno pubblicati?
Diciamo che in cantiere abbiamo un sacco di materiale in stile e un sacco di idee, qualche pezzo
abbozzato e un due/tre canzoni finite. Ovviamente cantate in inglese! Quello è l’obbiettivo
principale, arrivare a proporre anche pezzi propri, in fondo non possiamo suonare AC/DC per
sempre! Inoltre penso sia obbiettivo di chiunque suona uno strumento cimentarsi in materiale
inedito! Per non avere rimpianti in futuro! Speriamo arrivi al più presto il momento di “uscire”
con un cd nostro!
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All’interno del demo voi affermate che la band ha le carte con l’enpals volete dirci il vostro
pensiero riguardo a questa che a tutti effetti è una ristrettezza in più messa in atto dalle
circoscrizioni per impedire ai gruppi di suonare regolarmente?
Pensiamo sia una grossa stronzata! E con questo non diciamo che è sbagliata, ma dovrebbero
essere i locali prima di tutto ad essere in regola e ad avere una legislazione che li permetta di
“assumere” le band per quelle tot serate per proporre la musica dal vivo, quest’ultime al massimo
dovrebbero avere solo qualche permesso concesso annualmente che li permetta anche di essere
un minimo tutelate.
Qual è la situazione dei locali a Milano?
A mio parere pessima! E penso non solo a Milano… Certo, ci sono un sacco di locali che
propongono musica dal vivo, ma con la scusa del grande numero di band che vogliono suonare
a qualsiasi costo, sono arrivati alla fine ad avere loro il coltello dalla parte del manico. Alle volte,
per andare al risparmio,suonano band poco “affidabili”, abbassando in generale il livello della
qualità della musica, oppure succedono cose tipo concorsi o eventi con partecipazione di più
gruppi che suonano gratis mentre il locale intasca. Capita quindi che band valide e, ovviamente
più care,non suonano! Oppure suonano solo in quei locali che qualcosa di musica capiscono.
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Bene siamo giunti al termine cosa volete dire ai nostri visitatori?
Cosa dire… grazie a tutti!!! Non sappiamo come ringraziarvi per averci regalato un po’ di spazio
e attenzione e grazie ancche a chiunque sia riuscito a leggere fino in fondo questa intervista!
Venite a trovarci sul nostro sito web e scriveteci senza problemi!
Risposta assicurata!
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Stefano Bonelli
Apparso su tempi-duri.it il 23/03/2004
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